Centro de Estudios Municipales y de Cooperación Internacional (CEMCI)

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DIRETTIVA SU FORMAZIONE E VALORIZZAZIONE DEL PERSONALE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

IL MINISTRO PER LA FUNZIONE PUBBLICA E;PER IL COORDINAMENTO DEI SERVIZI DI;INFORMAZIONE E SICUREZZA

Autonomie Locali e Servizi Sociali, n.º 2/2002, pág. 351

Sumario
A) Direttiva sulla formazione e la valorizzazione del personale delle pubbliche amministrazioni. 1. Premessa. 2. Obiettivi. 3. La formazione per le Pubbliche amministrazioni. 4. Responsabilità della gestione. 5. Principi guida per la qualità. 6. Le nuove metodologie. 7. Ruolo del dipartimento della funzione pubblica e delle strutture di formazione delle amministrazioni. 8. Il ruolo degli uffici del personale, dell'organizzazione e della formazione. 9. Programmazione della formazione. 10. Indirizzi. 11. Formazione internazionale. 12. Dirigenza. 13. Università. 14. Risorse. 15. Strumenti. B) Protocollo d'intesa "qualità dei servizi formativi delle scuole nazionali di formazione della pubblica amministrazione" (Roma, 24 aprile 2002).

DOPO LA LEGGE N.142/1990: NUOVE FORME DI PARTECIPAZIONE E DI GESTIONE NEL SETTORE DEI SERVIZI SOCIALI (1.O.1/I)

FOGLIETTA, FOSCO

Autonomie Locali e Servizi Sociali, n.º 1/1992, pág. 1

Sumario
1. Le partecipazione. 2. Le forme di gestione deiìservizi in rapporto alle loro caratteristiche tecniche eìorganizzative. 3. Come inserire questo approccioìmetodologico, multivariabile di valutazione del rapportoìservizi-forme di gestione negli statuti o nei regolamenti.ì4. Come garantire la peculiare "partecipazione" delleìorganizzazioni del volontariato e delle associazioni ...

EDUCAZIONE AMBIENTALE E TRASFORMAZIONE SOCIALE. RIFLESSIONI GENERALI ED ESPERIENZE SIGNIFICATIVE SUL TERRITORIO

GIOVAGNOLI, MARCO

Autonomie Locali e Servizi Sociali, n.º 2/1999, pág. 219

Sumario
1. Perché "educare" all'ambiente. 2. Che cosa siintende per Educazione ambientale. 3. Lineamenti normativinazionali del l'Ea ed alcune esperienze europee. 4. La"messa in opera" dell'Ea. 5. Le esperienze regionaliitaliane. 6. Riflessioni conclusive.

ERGONOMIA E AMBIENTI DI VITA E LAVORO

CENNI, PAOLA

Autonomie Locali e Servizi Sociali, n.º 1/2001, pág. 139

Sumario
1. Premessa. 2. Il percoso storico. 3. Ergonomia e626. 4. Dagli uomini che fanno agli uomini che controllano.5. L'ergonomia cognitiva e la qualità del software.

FONDAZIONI E SERVIZI ALLA PERSONA: UN DIBATTITO APERTO.

FLAVIA FRANZONI.

Autonomie Locali e Servizi Sociali, n.º 1/2003, pág. 67 a 83

Sumario
I INTRODUZIONE. II.FONDAZIONI:RIGORE GIURIDICO E CAUTELE. III UNA INTERPRETAZIONE ECONOMICA DELLE FONDAZIONI. IV. LE FONDAZIONI IN UN WELFARE UNIVERSALISTICO. V. FONDAZIONI IN SANITA. VI. FONDAZIONI IN EUROPA. VII LE FONDAZIONI NEI MODELLI DI WELFARE. VIII. UN IMPEGNO PER UNA MAGGIORE CHIAREZZA.

GLI INTERVENTI DEGLI ENTI LOCALI ITALIANI NELLA CRISI BALCANICA

Autonomie Locali e Servizi Sociali, n.º 1/2000, pág. 153

Sumario
1. 1990-99: Enti locali italiani e crisi balcanica.a) Introduzione: originalitá della crisi balcanica. b)L'italia all' epoca della guerra. c) Gli interventi degliEnti locali nei Balcani: analisi e valutazioni. d)Tra istituzione e territorio: solidarietá per la exJugoslavia a Reggio Emilia. e) Amministrazioni locali tracooperazione decentrata e politiche d'accoglienza: unbilancio in chiaoscuro.

GLI ORIENTAMENTI DELLA CONFINDUSTRIA SUL NUOVO ORDINAMENTO REGIONALE E SULLA RIFORMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Autonomie Locali e Servizi Sociali, n.º 2/1995, pág. 169

Sumario
1. Ridefinizione delle competenze Stato, Regioni, Enti locali. 2. Modalità attuative e dimensioni territoriali del decentramento. 3. Riassetto della Pubblica Amministrazione. 4. Modernizzazione dei grandi servizi e privatizzazioni.5. Appendice. a) Ipotesi de riarticolazione delle competenze Stato/Regioni. b) Proposta di riassetto dell'esercizio delle funzioni amministrative a ...

GLI SPORTELLI INFORMATIVI DEI C.S.S.A.: UNA RISORSA SUL TERRITORIO

Autonomie Locali e Servizi Sociali, n.º 3/2002, pág. 409

Sumario
A) Le esperienze sperimentali degli sportelli informativi (Sp.In.) presso i C.s.s.a. B) L'esperienza dello Sp.In. genovese.

I DECRETI APPLICATIVI DELLA L. N. 328/2000: IL PROFILO PROFESSIONALE DELL'ASSISTENTE SOCIALE

DENTE, FRANCA

Autonomie Locali e Servizi Sociali, n.º 2/2001, pág. 363

Sumario
Art.1: Profilo professionale degli assistentisociali. Art. 2. Formazione universitaria. Art. 3.Equiparazione dei titoli di studio. Art. 4. Tabella diequiparazione. Art. 5. Efficacia della equiparazione. Art.6. Disposizioni transitorie.

I LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA (LEA) IN SANITA: IL DECRETO

Autonomie Locali e Servizi Sociali, n.º 2/2002, pág. 205

Sumario
I. Allegato 1. 1.A. Classificazione dei livelli. 1.B. Ricognizione della normativa vigente, con l'indicazione delle prestazioni erogabili, delle strutture di offerta e delle funzioni. 1.C. Area integrazione socio-sanitaria. II. Allegato 2. 2.A. Prestazioni totalmente escluse dai Lea. 2B. Prestazioni parzialmente escluse dai Lea in quanto erogabili solo secondo specifiche indicazioni cliniche di seguito indicate. 2C. Prestazioni incluse nei Lea che presentano un profilo organizzativo potenzialmente inappropriato, o per le quali occorre comunque individuare modalità più appropriate di erogazione.III. Allegato 3. Indicazioni particolari per l'applicazione dei livelli in materia di assistenza ospedaliera, assistenza farmaceutica, assistenza specialistica e integrazione socio-sanitaria, nonché in materia di assistenza sanitaria alle popolazioni delle isole minori ed alle altre comunità isolate. Allegato 4. Linee guida relative al ruolo delle Regioni in materia di Lea. Allegato 5. Linee guida sui criteri di priorità per l'accesso alle prestazioni diagnostiche e terapeutiche e sui tempi massimi di attesa.

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