Centro de Estudios Municipales y de Cooperación Internacional (CEMCI)

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LA STORIA DEL LAVORO DI TERRITORIO IN ITALIA

TREVISAN, CARLO

Autonomie Locali e Servizi Sociali, n.º 1/2001, pág. 11

Sumario
Cinquant'anni di "lavoro di territorio" in Italia.1. Premessa. 2. Una prima fase (1945-65). 3. Una secondafase (1965-85). 4. La terza fase (1985-1994). 5. Perfinire... guardando avanti.

LA TUTELA DEL RAPPORTO FRA DETENUTE E FIGLI MINORI: ALCUNE RIFLESSIONI

GIAMMARINARO, MARIA GRAZIA

Autonomie Locali e Servizi Sociali, n.º 2/2001, pág. 321

Sumario
1. Soggetti, presupposti e limiti. 2. Il rinviodell'esecuzione della pena. 3. La detenzione domiciliarespeciale. 4. L'assistenza all'esterno dei figli minori.

LA VALUTAZIONE DEL PIANO TERRITORIALE PER L'INFANZIA E L'ADOLESCENZA DI ROMA.

Autonomie Locali e Servizi Sociali, n.º 2/2003, pág. 205 a 216

Sumario
I.LA CLASSIFICAZIONE DEI PROGETTI IN TIPOLOGIE PROGETTUALI. II.LA RAPPRESENTAZIONE DELL'OGGETTO DI LAVORO. III.LA RAPPRESENTAZIONE E DIFINIZIONE DEL PROBLEMA DI RIFERIMENTO. IV.LA FORMULAZIONE DEGLI OBIETTIVI. V.LA COSTRUZIONE DEL SISTEMA DI INDICATORI. ...

LAVORO E FAMIGLIA, SINDACATOE RESPONSABILITÀ SOCIALE D'IMPRESA.

Autonomie Locali e Servizi Sociali, n.º 2/2003, pág. 283 a 290

Sumario
I.OCCUPAZIONE FEMMINILE, LAVORO DI CURA, POLITICHE AZIENDALI. II.LA RICERCA "QUANDO IL LAVORO È AMICO".IL CESIMENTO DELLE MISURE AZIENDALI PER LA CONCILIAZIONE TRA LAVORO E FAMIGLIA. III.LA RICERCA "QUANDO IL LAVORO È AMICO": UN APPROFONDIMENTO SUI SERVIZI AZIENDALI. ...

LE ATTIVITA DI UTILITA SOCIALE DELLE FONDAZIONI BANCARIE: ESPERIENZE A CONFRONTO

Autonomie Locali e Servizi Sociali, n.º 3/2001, pág. 437

Sumario
1. Una proposta di confronto. 2. Un problema "a monte": i rapporti con la banca e la gestione del patrimonio. 3. Le finalità statutarie. 4. Gli ambiti di intervento. 5. Le Fondazioni bancarie nel nostro ordinamento.

LE COOPERATIVE SOCIALI NEL PRIMO CENSIMENTO ISTAT SULLE ISTITUZIONI NONPROFIT

Autonomie Locali e Servizi Sociali, n.º 3/2002, pág. 463

Sumario
1. Premessa. 2. Quadro generale. 3. Similitudini e differenze. 4. Osservazioni di sintesi. 5. Le prospettive future.

LE DIRETTIVE DELL'UNIONE SULLA SICUREZZA: CONTINUITA ED INNOVAZIONE

STANZANI, FRANCESCA

Autonomie Locali e Servizi Sociali, n.º 2/1999, pág. 329

Sumario
1. Premessa. 2. Un'introduzione alla legislazionecomunitaria in materia di salute e sicurezza. a) Il periodopreparatorio alle prime direttive europee. b) La Cartasociale e la Direttiva quadro 89/391. c) Le iniziative e leprospettive più recenti. 3. Conclusioni. a) Il dificilepercorso delle trasposizioni. b) I rischi d'indebolimento.

LE FONDAZIONI DI ORIGINE BANCARIA NELLA RIPROGETTAZIONE DEL SISTEMA DI WELFARE

FRANZONI, FLAVIA

Autonomie Locali e Servizi Sociali, n.º 1/2001, pág. 63

Sumario
1. Premessa. 2. Dalla "banca" alla "fondazione". 3.Natura e finalità delle Fondazioni bancarie. 4. Le modalitàdi perseguimento degli scopi instituzionali. 5. La gestionedel patrimonio. 6. Le fondazioni bancarie come soggettonon-profit. 7. Le aspettative di Enti locali e associazioninon-profit. 8. Fondaziono bancarie e Fondazioni di comunità.9. Le Fondazioni bancarie tra istituzioni e cittadini.

LE POLITICHE ITALIANE DI LOTTA ALL'ESCLUSIONE SOCIALE NEL QUADRO EUROPEO

Autonomie Locali e Servizi Sociali, n.º 3/2003, pág. 367

Sumario
A) IL PIANO DI AZIONE NAZIONALE CONTRO LA POVERTÀ E L'ESCLUSIONE SOCIALE 2003-2005 NEL CONTESTO EUROPEO. B) PIANO DI AZIONE NAZIONALE CONTRO LA POVERTÀ E L'ESCLUSIONE SOCIALE 2003-2005. 3. ASSETTO ISTITUZIONALE. 4. INTEGRAZIONE DELLE POLITICHE. 5. IL SISTEMA DI MONITORAGGIO.

LE REGOLE PER LA QUALITA DEI SERVIZI SOCIALI

Autonomie Locali e Servizi Sociali, n.º 2/1999, pág. 275

Sumario
1. Originalità del modello "Qualità sociale". 2.Una fase di passaggio. 3. Scopi e destinatari del documento.4. Il pubblico è garante della qualità del sistemacomplesivo. 5. Le norme per la qualità 6. Accreditare lacapacità progettuale, comprare risultati e non prestazioni.7. Un sistema di controllo semplificato. 8. Guidare latransizione.

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