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I RIFLESSI DELLA RIFORMA COSTITUZIONALE DEL 2001 SULLA POSSIBILITÀ PER LE REGIONI E GLI ENTI LOCALI DI EMANARE ATTI POLITICI: EVOLUZIONE GIURISPRUDENZIALE

Cingano, Valentina

Quaderni Regionali. Rivista Trimestrale Di Studi e Documentazione, Nº 3/2009, pág. 805 a 813

Precio: 0.45 €

1. Premessa. La nozione di atto politico: l'articolo 31 del r.d. n. 1054/1924 e la sottrazione al sindacato giurisdizionale. 2. L'atto politico e la riforma costituzionale del 2001. 3. L'indagine attinente al profilo soggettivo: le Regioni possono adottare atti politici? 3.1. L'orientamento interpretativo della dottrina anteriormente alla ...

1. Premessa. La nozione di atto politico: l'articolo 31 del r.d. n. 1054/1924 e la sottrazione al sindacato giurisdizionale. 2. L'atto politico e la riforma costituzionale del 2001. 3. L'indagine attinente al profilo soggettivo: le Regioni possono adottare atti politici? 3.1. L'orientamento interpretativo della dottrina anteriormente alla riforma costituzionale. 3.2. L'attuale assetto costituzionale della forma di Governo regionale. 3.3. Quali organi regionali possono adottare atti politici? 3.4. L'indagine sul profilo oggetivo: quali atti politici possono adotare le Regioni? 4. Atto politico ed ordinamento locale: insussistenza del profilo soggettivo. 5. Atto politico ed enti locali: casistica giurisprudenziale. 5.1. La revoca di un assessore da parte del sindaco è un atto politico? Aperture nella giurisprudenza di alcuni T.A.R. 5.2. Il Consiglio di Stato nega che l'atto di revoca dell'assessore abbia natura politica. 5.3. La successiva giurisprudenza dei T.A.R. aderisce all'orientamento fatto proprio dal Consiglio di Stato: l'atto di revoca dell'assessore è un atto amministrativo, seppure caratterizzato da ampia discrezionalità. 6. Ulteriore casistica giurisprudenziale. La nomina di rappresentanti del Comune presso enti, aziende ed istituzioni, ai sensi dell'articolo 50.8 del d.lgs. n. 267/2000. 7. Conclusioni: solo le Regioni possiederebbero i requisiti soggettivi necessari per adottare un atto politico.

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LA MOTIVAZIONE DELLA LEGGE: PROFILI TEORICI E RIFLESSIONI SULLA SUA (IN)OPPORTUNITÀ E SULLA SUA (IN)UTILITÀ

Boccalatte, Silvio

Quaderni Regionali. Rivista Trimestrale Di Studi e Documentazione, Nº 2/2009, pág. 681 a 718

Precio: 1.90 €

PARTE I. LA MOTIVAZIONE DELLA LEGGE: PROFILI TEORICI E DEFINITORI. 1. La struttura logica della motivazione della legge. 1.1. La nozione di "motivi". 1.1.1. I dati normativi. 1.1.2. Le circostanze fattuali. 1.2. La nozione di "fini". 1.3. La nozione di "mezzi". 2. Il ruolo dei valori: la motivazione della legge come discorso apodittico. 3. ...

PARTE I. LA MOTIVAZIONE DELLA LEGGE: PROFILI TEORICI E DEFINITORI. 1. La struttura logica della motivazione della legge. 1.1. La nozione di "motivi". 1.1.1. I dati normativi. 1.1.2. Le circostanze fattuali. 1.2. La nozione di "fini". 1.3. La nozione di "mezzi". 2. Il ruolo dei valori: la motivazione della legge come discorso apodittico. 3. La nozione di motivazione formale e la sua fenomenologia. 4. La motivazione della legge e la (ir)rilevanza del suo autore. PARTE II- SULLA FORMA DELLA MOTIVAZIONE DELLA LEGGE. 5. Motivare le leggi: come?. 5.1. Nei preamboli. 5.2. Nell'articolato della legge. 5.3. Nei lavori preparatori. PARTE III- RIFLESSIONI SULL'(IN)OPPORTUNITÀ E SULL'(IN)UTILITÀ DI MOTIVARE LE LEGGI. 6. Motivare le leggi: per quale scopo?. 6.1. Finalità ermeneutica. 6.1.1. Motivazione appartenente al documento legislativo e introdotta con finalità ermeneutica. 6.1.2. (segue) Motivazione non appartenente al documento legislativo e introdotta con finalità ermeneutica. 6.2. Finalità di ausilio all'operato della Corte costituzionale, con specifico riguardo al giudizio di eguaglianza-ragionevolezza. 6.3. Finalità di giustificazione del titolo di competenza a legiferare. 6.4. Finalità di informazione, persuasione e sostegno alla democrazia partecipativa. 7. Motivare le leggi? Un'ipotesi teorica e ricostruttiva.

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IL DIFFICILE RIEQUILIBRIO DELLA FORMA DI GOVERNO REGIONALE: LIMITI E POTENZIALIÀ DELLE PREVISIONI STATUTARIE

Mostacci, Edmondo

Quaderni Regionali. Rivista Trimestrale Di Studi e Documentazione, Nº 2/2009, pág. 469 a 488

Precio: 1.00 €

1. L'autonomia statutaria in materia di forma di governo e i suoi limiti. 2. I rapporti tra il Presidente della giunta e il Consiglio regionale: la valorizzazione della consonanza politica. 3. La procedimentalizzazione dei momenti di crisi e la prevenzione del simul cadent. 4. L'incerto potenziamento delle attribuzioni consiliari. 5. Forma ...

1. L'autonomia statutaria in materia di forma di governo e i suoi limiti. 2. I rapporti tra il Presidente della giunta e il Consiglio regionale: la valorizzazione della consonanza politica. 3. La procedimentalizzazione dei momenti di crisi e la prevenzione del simul cadent. 4. L'incerto potenziamento delle attribuzioni consiliari. 5. Forma di governo e legittimazione politica: il nodo (irrisolto) delle leggi elettorali.

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IL PRINCIPIO DI AUTONOMIA DELLE COMUNITÀ TERRITORIALI NEI SISTEMI COSTITUZIONALI MULTILIVELLO: UN APPROCCIO DI DIRITTO COMPARATO

Rolla, Giancarlo

Quaderni Regionali. Rivista Trimestrale Di Studi e Documentazione, Nº 2/2009, pág. 443 a 468

Precio: 1.30 €

1. Processi federativi, processi devolutivi ed affermazione di sistemi costituzionali a più livelli. 2. Lo svilippo dell'autonomia costituzionale delle comunità territoriali ed i suoi elementi distintivi. 3. Gli elementi caratterizzanti l'autonomia costituzionale delle comunità territoriali; in particolare la rilevanza del principio partecipativo. ...

1. Processi federativi, processi devolutivi ed affermazione di sistemi costituzionali a più livelli. 2. Lo svilippo dell'autonomia costituzionale delle comunità territoriali ed i suoi elementi distintivi. 3. Gli elementi caratterizzanti l'autonomia costituzionale delle comunità territoriali; in particolare la rilevanza del principio partecipativo. 4. Le principali forme organizzative del principio di autonomia: l'alternativa tra regionalismo omogeneo e regionalismo differenziato. 5. Criteri per la distribuzione delle competenze tra i diversi livelli istituzionali.

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RIFLESSIONI A MARGINE DEL PROGETTO DI "FEDERALISMO FISCALE"

Marongiu, Gianni

Quaderni Regionali. Rivista Trimestrale Di Studi e Documentazione, Nº 1/2009, pág. 57 a 82

Precio: 1.30 €

1. Alcune puntualizzazioni terminologiche e concettuali. 2. Il federalismo fiscale in una Italia non federale. 3. L'Italia e il federalismo cosiddetto dissociativo: la necessità di una ragionevole prudenza. 4. La sussidiarietà e le concrete difficoltà in un contesto di federalismo dissociativo. 5. I tratti essenziali delle modificazioni al ...

1. Alcune puntualizzazioni terminologiche e concettuali. 2. Il federalismo fiscale in una Italia non federale. 3. L'Italia e il federalismo cosiddetto dissociativo: la necessità di una ragionevole prudenza. 4. La sussidiarietà e le concrete difficoltà in un contesto di federalismo dissociativo. 5. I tratti essenziali delle modificazioni al titolo quinto della Costituzione; incertezze e conflittualità. 6. Le innovazioni al sistema fiscale prefigurate nel nuovo Titolo quinto della Costituzione. 7. I problemi connessi alle modifiche costituzionali. 8. La capacità impositiva delle Regioni e i rapporti tra ordinamento statale e regionale. 9. Il disegno di legge delega per l'attuazione del "federalismo fiscale". 10. Le prime riflessioni critiche in una prospettiva attenta all'ordinamento tributario complessivo (praticato e rispettato). 11. Modeli, scopi e funzioni del federalismo alla luce di principi fondanti della Repubblica italiana. 12. La necessità di un approfondito dibattito pubblico sulla convivenza di autonomismo e uguaglianza. 13. La necessità de evitare gli slogam, quale la certa riduzione delle spese e delle imposte. 14. La necessità di una verifica empririca sui concreti assetti normativi. 15. La solidarietà e le Regioni a statuto speciale in un contesto nazionale risanato.

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LA SEMPLIFICAZIONE DELLE LEGGI REGIONALI

Italia, Vittorio

Quaderni Regionali. Rivista Trimestrale Di Studi e Documentazione, Nº 1/2009, pág. 45 a 55

Precio: 0.55 €

1. Premessa. 2. Le "leggi cornice" dello Stato e le leggi delle Regioni. 3. Le soluzioni adottate per la semplificazione delle leggi regionali. 3.1. La soluzione dell'abrogazione delle leggi regionali. 3.1.1. Considerazioni sulle tesi dei Aurelio Saliceti sulla semplificazione delle leggi. 3.2. La soluzione dell'elaborazione di testi unici. ...

1. Premessa. 2. Le "leggi cornice" dello Stato e le leggi delle Regioni. 3. Le soluzioni adottate per la semplificazione delle leggi regionali. 3.1. La soluzione dell'abrogazione delle leggi regionali. 3.1.1. Considerazioni sulle tesi dei Aurelio Saliceti sulla semplificazione delle leggi. 3.2. La soluzione dell'elaborazione di testi unici. 4. Le attuali leggi regionali comme leggi di sistema e la necessità di provvedere alla formulazione di leggi di principio regionali. 4.1. Il metodo della semplificazione delle leggi regionali attuato mediante l'elaborazione di leggi di principio regionali. 5. Conclusioni

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I SERVIZI PUBBLICI LOCALI TRA NOVITÀ LEGISLATIVE E INIZIATIVE DEGLI ENTI TERRITORIALI

Cuocolo, Lorenzo

Quaderni Regionali. Rivista Trimestrale Di Studi e Documentazione, Nº 1/2009, pág. 23 a 43

Precio: 1.05 €

1. Le novità introdotte dall'art. 23-bis e le categorie di problemi. 2. I problemi di metodo. 3. I rapporti tra fonti. 4. I concetti di fondo. 5. Gli assetti concorrenziali. 6. Affidamenti multiservizi e bacini di gara. 7. La tutela dei soggetti deboli. 8. Le iniziative locali. In particolare: l'Autorità sui servizi pubblici locali del Comune di Genova.


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IL LAVORO PUBBLICO LOCALE TRA STATO E REGIONI

Zilli, Anna

Quaderni Regionali. Rivista Trimestrale Di Studi e Documentazione, Nº 3/2008, pág. 993 a 1025

Precio: 1.65 €

1. Il lavoro pubblico locale: una materia "in cerca di autore". 2. Il lavoro alle dipendenze di Regioni ed autonomie locali nella 1. n. 93/1983. 2.1. (segue) ... e nella privatizzazione (d.lgs. n. 29/1993). 3. La riforma costituzionale del 2001 e il suo impatto sul lavoro pubblico locale. 3.1. La prima tesi: la disciplina del lavoro pubblico ...

1. Il lavoro pubblico locale: una materia "in cerca di autore". 2. Il lavoro alle dipendenze di Regioni ed autonomie locali nella 1. n. 93/1983. 2.1. (segue) ... e nella privatizzazione (d.lgs. n. 29/1993). 3. La riforma costituzionale del 2001 e il suo impatto sul lavoro pubblico locale. 3.1. La prima tesi: la disciplina del lavoro pubblico locale como diritto del lavoro tout court, ex art. 117, coma 2, lett. m), Cost. 3.2. La seconda tesi: il lavoro pubblico locale come organizzazione delle amministrazioni, ex art. 117, comma 4, Cost. 4. La funzione dirimente della Corte Costituzionale nel conflitto tra Stato e Regioni sul lavoro pubblico locale. 5. La ricomposizione del conflitto: il difficile cammino della "leale collaborazione" tra Stato e Regioni, ex art. 120 Cost. 6. Osservazioni conclusive.

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SUPERARE L'IRRESPONSABILITÀ DIFFUSA NELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE: CONCORRENZA E CONTROLLO

Ichino, Pietro

Quaderni Regionali. Rivista Trimestrale Di Studi e Documentazione, Nº 3/2008, pág. 835 a 842

Precio: 0.40 €

1. Che cosa non ha funzionato nelle riforme degli anni '90?. 2. L'opzione exit: introdurre nel rapporto fra utenti e amministrazioni pubbliche meccanismi di mercato, dove questi possono funzionare. 3. L'opzione voice e il "tesoro nascosto" del civic auditing. 4. Perché (e come) una authority per la garanzia della trasparenza e della valutabilità ...

1. Che cosa non ha funzionato nelle riforme degli anni '90?. 2. L'opzione exit: introdurre nel rapporto fra utenti e amministrazioni pubbliche meccanismi di mercato, dove questi possono funzionare. 3. L'opzione voice e il "tesoro nascosto" del civic auditing. 4. Perché (e come) una authority per la garanzia della trasparenza e della valutabilità delle amministrazioni pubbliche. 5. Perché il sindacato confederale non può defilarsi.

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L'EQUITÀ COME CORRETTIVO DELL'EGUAGLIANZA. IL RUOLO DELLE AUTONOMIE TERRITORIALI

Mattioni, Angelo

Quaderni Regionali. Rivista Trimestrale Di Studi e Documentazione, Nº 2/2008, pág. 527 a 546

Precio: 1.00 €

1. Sovra e substatualità funzionali allo Stato sociale. 2. L'equità come correttivo dei sistemi di eguaglianza. 3a. Equità come correlazione tra diritto e dovere. 3b. Equità e funzioni comunitarizzate territorialmente. 4a. Equità e riacquisizione degli esclusi al servizio sociale. 4b. Equità come giustizia distributiva. L'azione della società ...

1. Sovra e substatualità funzionali allo Stato sociale. 2. L'equità come correttivo dei sistemi di eguaglianza. 3a. Equità come correlazione tra diritto e dovere. 3b. Equità e funzioni comunitarizzate territorialmente. 4a. Equità e riacquisizione degli esclusi al servizio sociale. 4b. Equità come giustizia distributiva. L'azione della società civile. 5. Interesse generale e acquisizione di istituzioni private al SSN. 6. Equità e sussidiarietà istituzionale. 7. Conclusioni.

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I LIVELLI ESSENZIALI DELLE PRESTAZIONI NELL'AMBITO DEI SERVIZI ALLA PERSONA: DALLA TUTELA DELLA SALUTE ALLA PROTEZIONE SOCIALE

Banchero, Anna

Quaderni Regionali. Rivista Trimestrale Di Studi e Documentazione, Nº 2/2008, pág. 461 a 483

Precio: 1.15 €

Premessa. Parte prima: La Riforma Costituzionale e i livelli essenziali delle prestazioni. 1. La legge costituzionale 18 ottobre 2001, n.3 "Modifiche al Titolo V della parte seconda della Costituzione". 2. I livelli essenziali delle prestazioni in sanità. 3. I livelli essenziali delle prestazioni in ambito sociale. 4. Gli aspetti finanziari ...

Premessa. Parte prima: La Riforma Costituzionale e i livelli essenziali delle prestazioni. 1. La legge costituzionale 18 ottobre 2001, n.3 "Modifiche al Titolo V della parte seconda della Costituzione". 2. I livelli essenziali delle prestazioni in sanità. 3. I livelli essenziali delle prestazioni in ambito sociale. 4. Gli aspetti finanziari dei livelli essenziali. Parte seconda: Lo stato di applicazione dei livelli essenziali per la salute e per i servizi sociali. 1. Considerazioni sui LEA Sanitari e Sociosanitari. 2. Il "diritto" alle cure sanitarie e sociosanitarie per anziani e disabili. 3. I livelli essenziali in ambito sociale: indirizzi e aspetti propositivi.

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IL DIRITTO DEGLI ENTI TERRITORIALI IN POLONIA

Mazza, Mauro

Quaderni Regionali. Rivista Trimestrale Di Studi e Documentazione, Nº 1/2008, pág. 83 a 127

Precio: 2.25 €

1. Qualche considerazione preliminare. Inquadramento generale sulle autonomie territoriali (unità di autoamministrazione/autogoverno) nell'ordinamento interno della Polonia post-socialista e nell'ottica dell'adesione all'Unione Europea. 2. Le riforme costituzionali e legislative negli anni novanta dello scorso XX secolo. 3. Il riparto competenziale ...

1. Qualche considerazione preliminare. Inquadramento generale sulle autonomie territoriali (unità di autoamministrazione/autogoverno) nell'ordinamento interno della Polonia post-socialista e nell'ottica dell'adesione all'Unione Europea. 2. Le riforme costituzionali e legislative negli anni novanta dello scorso XX secolo. 3. Il riparto competenziale fra lo Stato, le regioni e gli enti territoriali minori. 4. Le strutture territoriali decentralizzate in relazione agli aspetti problematici dell'autonomia finanziaria. 5. La tecnologia elettorale (local elections/"electoral engineering") e gli organi per la rappresentanza politico-istituzionale delle popolazioni locali (local government).6. La disciplina normativa, di rango superprimario e primario, in tema di esercizio della democrazia diretta mediante referendum a livello regionale e locale. 7. Il controllo dello Stato sugli enti del decentramento politico-amministrativo. 8. La dimensione giurisdizionale (amministrativa e costituzionale) della tutela dell'autonomia delle comunità territoriali. 9. Lo statuto giuridico degli impiegati pubblici con rapporto di lavoro alle dipendenze degli enti territoriali substatali.

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STRUMENTI AUTOMATICI PER LE ASSEMBLEE LEGISLATIVE REGIONALI: TRA VALUTAZIONE E PARTECIPAZIONE

Romano, Francesco

Quaderni Regionali. Rivista Trimestrale Di Studi e Documentazione, Nº 1/2008, pág. 75 a 82

Precio: 0.40 €

1. Premessa. 2. Valutazione della qualità del testo (testuale). 3. Valutazione dell'impatto normativo (intratestuale). 4. Valutazione dell'impatto fattuale (extratestuale). 5. Valutazione e partecipazione.


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